I rincari volano e il cioccolato rimane l’ingrediente irrinunciabile in ogni dispensa italiana

I rincari volano e il cioccolato rimane l’ingrediente irrinunciabile in ogni dispensa italiana

Franco Vallesi

Gennaio 10, 2026

Negli ultimi anni il prezzo del cacao ha fatto un balzo che ha creato non pochi problemi lungo tutta la filiera produttiva, con riflessi diretti sul costo che i consumatori si trovano a pagare. Le quotazioni delle fave sul mercato mondiale hanno toccato livelli senza precedenti, influenzate da una combinazione di condizioni climatiche difficili, tensioni geopolitiche e intoppi logistici nelle aree chiave di produzione. Ecco perché i prodotti a base di cioccolato sono diventati più costosi – soprattutto in Italia, dove le scelte d’acquisto non si basano solo sull’aspetto economico, ma anche sull’attaccamento emotivo al prodotto.

Basta guardare alla situazione in paesi come Ghana e Costa d’Avorio: qui, la raccolta è più scarsa del previsto. Ne è conseguito un aumento delle quotazioni delle fave di cacao che supera il 70% solo negli ultimi mesi. Le condizioni climatiche avverse e le malattie delle piante hanno reso il quadro instabile, mettendo in chiaro quanto siano fragili le catene di approvvigionamento di questo settore. Anche nella vita quotidiana delle città italiane si nota la differenza: davanti agli scaffali il prezzo del cioccolato è più alto e questo modifica, a volte, le abitudini di consumo.

Per quel che riguarda l’Italia, i dati raccontano una storia un po’ particolare. Nonostante il prezzo al dettaglio abbia subito un rialzo del 17%, il volume degli acquisti si contrae leggermente, mentre il valore complessivo delle vendite continua a salire. Come mai? Semplice: molti consumatori comprano meno spesso, preferendo però puntare sulle marche di cui si fidano, senza rinunciare alla qualità. Il cioccolato – e questa non è una novità – non è visto come un semplice prodotto alimentare, ma ha un peso emotivo notevole: rappresenta un piccolo lusso di tutti i giorni difficile da eliminare, anche quando l’economia – diciamo così – non è gentile.

Il comportamento dei consumatori italiani di fronte agli aumenti

Se osserviamo le scelte di spesa degli italiani nel mercato del cioccolato, emerge un fenomeno piuttosto curioso: la tendenza a evitare prodotti di qualità inferiore nonostante i rincari possa far pensare che proprio la qualità abbia un valore quasi intoccabile. Gli esperti chiamano questo atteggiamento assenza di downtrading. In pratica, il cioccolato va oltre la mera economia e assume un ruolo culturale ed emotivo. Quindi, in momenti di rialzi, i consumatori tendono a comprare meno spesso, ma senza sacrificare quel piacere che sa regalare un prodotto di qualità.

I rincari volano e il cioccolato rimane l’ingrediente irrinunciabile in ogni dispensa italiana
Cioccolato amaro per i consumatori: i rincari del cacao fanno volare i prezzi, ma non ferma la passione degli italiani. – alimentaribuongustaio.it

Le aziende attive nella filiera hanno provato a contenere l’impatto degli aumenti iniziali, assorbendo una parte dei costi per non scaricarli subito sui clienti finali. Ma per garantire la sostenibilità del settore – ecco, proprio per questo – sono arrivate misure come la shrinkflation: cioè confezioni un po’ più piccole ma con lo stesso prezzo. Non solo. Sono state semplificate alcune linee di prodotto e sono stati usati ingredienti meno costosi, sempre con la speranza di arginare i rincari.

Anche l’andamento delle private label, cioè le marche della grande distribuzione, racconta una storia interessante: queste ultime registrano aumenti più forti rispetto ai brand più prestigiosi. La ragione? Contratti di fornitura più brevi e meno stabili, con politiche di prezzo dettate da esigenze immediate e non da una strategia a lungo termine. Gli addetti ai lavori, insomma, notano come la situazione richieda una maggiore attenzione nella gestione delle relazioni commerciali e nella definizione dei prezzi, in un mercato insicuro.

Come la crisi climatica e sociale aggrava la crisi del cacao

Alla base dei rincari del cacao ci sono fattori che vanno oltre l’economia: a influire pesantemente sono problemi ambientali e sociali intrecciati. Nelle regioni dell’Africa occidentale dove si coltiva la maggior parte del cacao, il cambiamento climatico porta stagioni secche più lunghe e favorisce la diffusione di parassiti. Tutto questo impatta negativamente sulla produttività e aumenta il rischio di raccolti insufficienti, mettendo a dura prova la solidità del comparto.

Chi paga il prezzo più alto di questa crisi sono i piccoli agricoltori – e sono la maggioranza – che lavorano la terra ma ricevono pochissimo rispetto al prezzo finale delle fave sui mercati internazionali. La conseguenza è una riduzione del reddito, la crescita della povertà e un aumento delle tensioni sociali nelle aree rurali. Gli esperti di sviluppo rurale sottolineano come affrontare queste difficoltà sia la chiave per un settore che possa reggere nel tempo.

Un dettaglio non da poco riguarda certe zone di produzione, come il Camerun, dove si registra un aumento dell’insicurezza e sono stati schierati reparti armati per tentare di contenere crimini legati al valore crescente del cacao. Non un problema da poco, se pensiamo a quanto sia fragile l’intera filiera. Sono necessari interventi ben coordinati per proteggere produttori e territori.

In Italia, nonostante tutto, il cioccolato continua a occupare una posizione di rilievo sul mercato. Molti consumatori accettano prezzi più alti per non dover rinunciare a quel gusto e quella qualità che amano. La situazione attuale dimostra come il mercato del cacao sia legato a sfide ambientali e sociali complesse, che richiedono risposte articolate e non solo l’aumento dei prezzi.

Guardando lo scenario più ampio, il caso del cioccolato mostra quanto sia diventata importante la sostenibilità e la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici. Per tante famiglie italiane il consumo quotidiano di cioccolato è un equilibrio delicato tra valori emozionali e pressione economica: nessuno sa bene come cambierà questo rapporto nei prossimi anni.

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