La cottura veloce del vitello che mantiene la carne tenera, succosa e dal sapore autentico

La cottura veloce del vitello che mantiene la carne tenera, succosa e dal sapore autentico

Franco Vallesi

Gennaio 8, 2026

Un arrosto di vitello pronto in meno di un’ora? Cambia parecchio l’idea che si ha della cucina tradizionale. Nelle famiglie italiane spesso questo piatto è il momento per ritrovarsi attorno alla tavola, anche se la preparazione classica richiede tempo e attenzione. La pentola a pressione taglia i tempi di cottura, senza perdere il gusto della tenerezza e quel profumo intenso che è il segno distintivo di una ricetta sempre amata. Così si può assaporare l’autenticità, anche quando la giornata è frenetica.

Alla fine, la carne resta succosa, unita a un fondo saporito che si trasforma facilmente in una salsa cremosa. Non è solo comodo per chi ha poco tempo, ma anche per chi non vuole snaturare la tradizione. Un passaggio che, seppure rapido, non può mancare è la rosolatura: sigilla i succhi dentro la carne e dà sapore. Rinunciarvi sarebbe un errore, anche con la pentola a pressione.

Come valorizzare l’arrosto in pentola a pressione

Un taglio di vitello magro e compatto è il punto di partenza, specie per la cottura in pentola. Prima della carne, si prepara un soffritto aromatico – cipolla, carota e sedano tritati finemente – fatti appassire con calma in olio extravergine d’oliva fino a che non si ammorbidiscono e sprigionano profumi. La carne, poi, va rosolata bene su tutti i lati: così si forma una crosticina che trattiene i succhi.

La cottura veloce del vitello che mantiene la carne tenera, succosa e dal sapore autentico
Una pentola a pressione sul fuoco, con vapore che esce dalla valvola. Il colore è in bianco e nero e offre un aspetto pulito e lucido. – alimentaribuongustaio.it

Tra gli aromi scelti, aglio, rosmarino e alloro non possono mancare: esaltano il sapore delicato del vitello, senza coprirlo. Dopo sale e pepe, si sfuma con vino bianco – scaldare per far evaporare l’alcol e concentrare il gusto. Si aggiunge brodo caldo per ricoprire e via, si chiude la pentola. La cottura non supera i 35-40 minuti a pressione. Meglio far sfiatare la pentola piano piano prima di aprirla, così la carne non perde forma né diventa molle.

Chi vuole organizzarsi in anticipo può prepararlo, farlo riposare e poi conservare il tutto in frigorifero, in contenitori chiusi, per 2-3 giorni al massimo. Congelarlo? Si può, fino a due mesi senza perdere sapore né tenerezza. Al momento di portare in tavola, tagliare in fette regolari e sovrapporle, nappandole con la salsa ricavata dal fondo di cottura, passato al mixer o ridotto in padella: un tocco avvolgente.

Varianti, abbinamenti e suggerimenti per ottenere sempre il meglio

Basta pensare al vino per capire quanto conti nella riuscita del piatto. I rossi leggeri – come il Dolcetto d’Alba o il Valpolicella Classico – accompagnano senza sopraffare la morbidezza del vitello. Per chi preferisce bianchi, un Verdicchio dei Castelli di Jesi, ricco e aromatico, bilancia alla perfezione la delicatezza della carne. Stranamente, in città spesso ci si dimentica che la scelta del vino fa una differenza enorme.

Il vino bianco nella cottura, per chi vuole, si può cambiare con brodo: il sapore resta più delicato e c’è chi deve evitarlo. Patate e altre verdure? In pentola insieme all’arrosto rischiano di disfarsi per la cottura veloce. Meglio aggiungerle verso la fine o farle a parte, così restano al dente.

Se si vuole variare carne, il manzo è una buona alternativa. Ma attenzione: serve più tempo – almeno 10-15 minuti in più – per ottenere la stessa tenerezza. Un dettaglio spesso trascurato ma che fa la differenza è legare l’arrosto. Tiene la forma compatta e la consistenza uniforme, due elementi non banali per una presentazione curata e un’esperienza giusta al palato.

Insomma, tra tradizione e tempi moderni, questo piatto trova il suo spazio giusto. È una preparazione pratica che si integra bene nelle abitudini italiane, dove spesso rapidità e ricerca di gusto autentico vanno a braccetto in cucina.

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