Sempre durante i mesi più freddi, le coste del Golfo di Napoli si accendono di una tradizione gastronomica assai vera: i cicinielli. Piccolissimi pesci, noti come bianchetti, che risalgono dal Mediterraneo quando lāinverno cede il passo alla primavera. Ć la loro semplicitĆ , legata a doppio filo con la cultura campana, a dare valore a questo piatto ā una cucina schietta, senza artiļ¬ci inutili. In cucina, il profumo dellāolio dāoliva si fonde con quello dellāorigano, mentre il vento salmastro fa da sottofondo a una preparazione che sa di terra e di storia.
Può sembrare un gioco da ragazzi, eppure la frittura perfetta richiede occhio e attenzione. La temperatura dellāolio? Qui si gioca la partita: deve essere alta abbastanza per la croccantezza, ma non troppo, per non asciugare troppo lāinterno. Chi cucina senza troppa esperienza spesso sbaglia proprio qui. La lievitazione dellāimpasto ĆØ unāaltra faccenda. Il lievito di birra soppesato in acqua tiepida, combinato con farina, sale e olio, dĆ vita a una base soffice su cui riposare i bianchetti, che vanno sempre ben lavati e asciugati, senza eccezioni.
Che dire della freschezza del pesce? Cicinielli appena pescati? Sempre meglio, per un sapore più delicato e una consistenza superiore a quella dei surgelati. Però, se si abita lontano dal mare, si può comunque contare su prodotti surgelati di buona qualità , purché si faccia attenzione a scongelarli come si deve. Il momento migliore per gustare queste frittelle? Subito dopo averle preparate, perché croccanti e leggere vanno servite così. Se avanza qualcosa, un rapido passaggio in forno aiuta a ritrovare parte della loro consistenza originale. In sostanza, anche una preparazione semplice ha bisogno di cura nei dettagli per non tradire la bontà .
Come si prepara la pastella e quali accorgimenti seguire
La riuscita della frittura passa spesso dalla pastella, che deve trovare un giusto equilibrio tra leggerezza e compattezza. Il procedimento più pratico vede il lievito di birra sciolto in acqua tiepida, con la temperatura che non deve superare i 30 gradi altrimenti il lievito si sciupa, ecco. La farina, sistemata a fontana, crea un piccolo spazio dove si aggiungono olio, sale e lievito.

Impasto omogeneo? SƬ, ma poi serve riposo: unāora sotto un canovaccio umido, perchĆ© il lievito prenda vita. Quando si aggiungono i cicinielli, questi vanno asciugati per bene, altrimenti schizzi in padella e cotture irregolari sono dietro lāangolo. Per chi abita in cittĆ e non ha facile accesso al fresco, ĆØ un dettaglio da non sottovalutare.
E per gli aromi? Lāorigano resta il re indiscusso. Ma un poā di scorza di limone grattugiata può dare quella ventata di freschezza che molti apprezzano. Chi vuole qualcosa di più leggero, può optare per la cottura in forno: 200 °C per 15-20 minuti, girando a metĆ per far cuocere tutto in modo uniforme.
Chi non ama lāaglio può sostituirlo con lo scalpello tritato fine, cosƬ da mantenere comunque il carattere originale del piatto. E la farina? Quella bianca dĆ quel tocco di leggerezza che non guasta, però farine integrali o tipo 1 conferiscono rusticitĆ , anche se perdono un poā di morbidezza. Insomma, anche in un piatto semplice la variabilitĆ ĆØ sempre dietro lāangolo, senza perdere qualitĆ .
Consigli di servizio e abbinamenti per valorizzare il piatto
Nel presentare i cicinielli, meno a volte vuol dire di più. Un impiattamento semplice ma curato cambia la percezione. Metterli su un letto di insalata mista funziona bene, perché crea gioco di colori e sapori, mentre una spolverata leggera di origano e una macinata di pepe rispetta la tradizione senza appesantire.
Spesso, chi conosce bene queste ricette ricorda che fette di limone o una foglia di prezzemolo non sono solo decorazioni: rinfrescano il palato e regalano quella punta di acidità che fa la differenza. Per un aperitivo, servire le frittelle in piccoli cestini di carta paglia sottolinea il gusto rustico della specialità . La bevanda? Con un piatto così, serve qualcosa che accompagni senza rubare la scena.
Un bianco leggero e fresco, come il Biancolella delle parti dāIschia, fa proprio al caso, con la sua capacitĆ di valorizzare senza sopraffare. Oppure, una birra chiara artigianale, con leggere note amarognole, pulisce il palato tra un boccone e il successivo ā ecco unāaccoppiata convincente. Conservazione: i cicinielli non amano il congelatore dopo cotti, rischiano di perdere la loro bontĆ originale. Meglio tenerli in frigo, massimo un giorno, dentro un contenitore ermetico, e scaldarli poco prima di mangiare per non perdere croccantezza.
Un piatto che racconta stagionalitĆ , cultura e territorio, confermando il ruolo centrale della cucina campana, tra tradizione e esigenze contemporanee, con ricette di cuore, sane e autentiche.
